L’incompletezza 

Questo senso di incompletezza che a mio malgrado si fa prepotente, caratterizzando ogni mia giornata. Fa male sentirsi soli; Manca quella persona che e’ all’altezza di esser chiamata amore,mancano quelle carezze che fanno sentire protetti e voluti e ne vogliamo parlare di quanto, belli sono, i baci rubati ? La mancanza di sentire quella presenza che ti rasserena, quell’odore che ti inebria e ti stravolge il sonno. Quella persona che piano piano, senza far rumore,senza svegliarti ti prende e ti abbraccia come se fossi il suo tesoro da proteggere.

Mi manca ridere,scherzare e sorridere per amore,mi mancano i messaggi scritti alle 3:00 di notte,quelli veri dettati dal cuore senza filtri,senza alcuna premura di risultare invasivo. Manca essere importante per qualcuno, voglio sentirmi amata e voluta, vorrei che qualcuno vedesse in me il suo scopo di vita.

Nonstante tutto non ho voglia d’innamorarmi o meglio di iniziare una nuova relazione, forse perche’ la mia paura sovrasta la voglia di avere una persona che mi ami davvero. Ho paura di trovarmi al mio fianco un uomo che non sia all’altezza della situazione, che non sia in grado di affrontare le responasibilita’ e l’impegno costante che bisogna avere con una figlia piccola. In quanto madre di Arianna, devo far si che il suo benessere e la mente non venga deviata alla vista della propria madre,con un altro uomo,che non ricopre le vesti del padre.Voglio preservare la sua integrita’.

Mi chiedo come svolgere al meglio questo compito, come far si che il futuro uomo della mia vita, non risulti alla fine,una persona che non ne sia all’altezza.Forse pretendo troppo da me stessa, il pensiero di mettere in mezzo un altro uomo spaventa assai tutta via se solo mi lasciassi andare un po di piu’,tutti questi pensieri negativi si tramuterebbero in una visione piu’ rosea,  di conseguenza a mia volta farei in modo che la mia visione di felicita’ si realizzi presto.

Talmente difficile e piu’ grande di me questa situazione che vi chiedo, a voi lettori ,un aiuto affinche’ ne esca integra da questo tormento che mi affligge costantemente.

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1 mese

La mia premura e’ quella di riuscire a soddisfare ogni sua richiesta perche’ capire il pianto di un nonato penso sia una delle cose piu’ difficili, oltre alla consapevolezza di dover essere vigile e avere la prontezza di soccorrerla ogni volta che lo richiede.
Ho 22 anni una bambina e tanto ma tanto amore da donarle, questo e’ solo l’inizio ed e’ tutto in salita delle volte ho la sensazione che non passera’ mai questo periodo che dovro’ passare altre 1000 notti in bianco, allattare per sempre e soprattutto che non avro’ riscontri da parte sua, poi tutto cessa dal momento che la guardo negli occhi e l’accarezzo dolcemente sul viso, le do un bacio sulla guancia sento il suo profumo che mi inebria e mi fa dimenticare la nottata in bianco, la stanchezza e la pazienza che ho dovuto avere fino a quell’istante.
Tutto ha il suo tempo e io faro’ tesoro di ogni giorno che passero’ al tuo fianco amore mio, perche’ nessuno mi ridara’ indietro le nostre giornate. Arrivera’ anche per me quel fatidico giorno in cui mi chiamerai MAMMA e io scoppiero’ in un pianto incessante e assaggero’ quelle lacrime che sapranno di te e di una nuova era; la tua continua evoluzione, il tuo diventar grande e io saro’ la tua ombra, in silenzio ti sosterro’ e ti proteggero’ da tutti perche’ sono la tua mamma.
Ti amo.

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Aspettando te

 

19 gennaio 2017 sono arrivata fino ad oggi attraversando emozioni contraddistinte a seconda del mese; il primo trimestre (inizia 4+3 finisce 13+1) e’ stato un ripetersi continuamente la stessa frase quasi fosse una cantilena “non e’ possibile”, sono arrivata al punto di provar timore ad ammettere che fossi realmente incinta, alla fatidica domanda posta da terze persone rispondevo impaurita ed esterrefatta.
Ricordo le prime analisi di consuetudine a ognuna provavo un senso di turbamento variato a un sentimento di smarrimento e trepidazione all’ esito finale. Quelle analisi le paragonavo a imponenti muri da rompere inoltre a seconda dello spessore sentivo l’obbligo di dover sostenere un grado in piu’ di forza e persistere in questa battaglia chiamata GRAViDANZA.
Il secondo trimestre (inizia 13+2 finisce 26+2) lo rinnomino come periodo di “accomodamento” da parte di mia figlia una spece di gioco: lei che giustamente voleva il suo spazio e se lo prendeva imperterrita io che esclamavo ai suoi movimenti alienati che mi procuravano un dolore distinto per ogni zona del mio corpo assieme alle difficolta’ di sostenere un riposo continuo e soddisfacente.
Ed oggi mi trovo a meta’ del terzo trimestre per esattezza sono di 30+4 (Inizia 26+3 finisce 40) a ogni giorno che passa sento delle emozioni stupefacenti: la mia gravidanza si e’ tramutata da una inconsapevolezza e timore di cio’ che mi aspettera’, a una voglia spropositata di andare incontro all’ignoto ma con la consapevolezza che alla fine di questa battaglia avro’ l’onore di tenere al mio petto mia figlia.
Questa gravidanza la sto sostenendo con il futuro padre che la sta vivendo in simbiosi con me, per questo ne sono dedita e soprattutto non e’ da sottovalutare o dar per scontato che i rispettivi compagni abbiano la capacita’ e l’amore di persistere in cio’ che si sta costruendo insieme.
Senza il mio compagno non so come sarei riuscita a sopportare la gravidanza che purtroppo e inevitabilmente provoca disagi fisici e mentali ma lui riesce a farmi apprezzare tutto questo!

#tiamo
#8mesi

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